Norme di tipo A, B e C: come orientarsi senza perdersi
Le norme tecniche armonizzate non sono tutte sullo stesso piano. Si dividono in tre livelli — A, B, C — e sapere in quale ti trovi cambia il modo in cui costruisci il fascicolo tecnico. Se lavori con il Regolamento (UE) 2023/1230, questa gerarchia non è un dettaglio accademico: decide se hai la presunzione di conformità o se devi dimostrarla tu, punto per punto.
Tipo A: le fondamenta, valide per ogni macchina
Le norme di tipo A fissano i concetti generali. La EN ISO 12100 è l'esempio classico: definisce cosa significa valutare e ridurre il rischio, senza entrare nel merito di una macchina specifica.
Valgono sempre, qualunque macchina tu produca. Sono il punto di partenza del tuo processo di valutazione del rischio, non il punto di arrivo. Non ti dicono quali ripari installare su un tornio o su una pressa: ti dicono come ragionare per capirlo.
Tipo B: i mattoni tecnici trasversali
Le norme di tipo B scendono di un livello e trattano aspetti tecnici che ricorrono in più famiglie di macchine. Dispositivi di sicurezza, distanze di sicurezza, interblocchi: sono temi che attraversano settori diversi senza essere legati a una macchina in particolare.
Le usi come componenti del tuo ragionamento tecnico. Se la tua macchina prevede una barriera fotoelettrica o un comando bimanuale, le norme di tipo B ti dicono come progettarli correttamente, indipendentemente dal fatto che tu produca una macchina utensile o un impianto di confezionamento.
Tipo C: la norma che ti risolve (quasi) tutto
Le norme di tipo C sono specifiche per famiglia di macchina. Coprono i rischi tipici di quella macchina e, se armonizzate ai sensi del Regolamento (UE) 2023/1230, ti danno la presunzione di conformità sui punti che trattano.
È la situazione migliore: applichi la norma di tipo C, e per quegli aspetti la conformità si presume, senza bisogno di rifare tutto il ragionamento da zero. Il problema è che l'elenco delle norme armonizzate per il nuovo regolamento è ancora in costruzione. La Commissione punta al completamento entro fine 2026, ma nel frattempo molte famiglie di macchine restano scoperte.
se la tua macchina non ha ancora una norma di tipo C armonizzata sotto il Reg. (UE) 2023/1230, non puoi appoggiarti alla presunzione di conformità. Devi costruire la valutazione del rischio combinando le norme di tipo A e B disponibili, documentando tu il percorso logico.
Cosa fare quando manca la norma C
In assenza di una norma di tipo C armonizzata, il fascicolo tecnico si regge sul lavoro che fai tu: prendi i principi generali della EN ISO 12100, applichi le norme di tipo B pertinenti ai rischi specifici della tua macchina, e documenti ogni scelta progettuale con la relativa motivazione.
Questo significa più tempo in fase di progettazione e più attenzione nella stesura del fascicolo. Non hai la scorciatoia della presunzione di conformità: devi dimostrare la conformità con argomentazioni tecniche solide, non con un rimando a un numero di norma.
Cosa significa per te
- Verifica per prima cosa se esiste una norma di tipo C armonizzata per la tua famiglia di macchina sotto il Reg. (UE) 2023/1230.
- Se esiste, applicala e documenta la copertura punto per punto: è la via più rapida alla presunzione di conformità.
- Se non esiste ancora, costruisci il ragionamento partendo dalla EN ISO 12100 (tipo A) e integrando le norme di tipo B pertinenti ai dispositivi di sicurezza che usi.
- Tieni traccia scritta delle scelte fatte in assenza di una norma C: in caso di controllo, è quella documentazione a fare la differenza.
- Monitora l'elenco delle norme armonizzate: con il completamento previsto entro fine 2026, una norma C oggi assente potrebbe arrivare e semplificarti il lavoro.
Clausify controlla se il tuo fascicolo tecnico riflette correttamente la combinazione di norme A, B e C che hai scelto, prima che lo faccia un organismo di controllo.
Fonti
Articolo generato con l'ausilio di intelligenza artificiale a partire dalle fonti ufficiali citate. Contenuto informativo, non è consulenza legale.
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